Ho vissuto le passioni come un fuoco, le ho viste poi appassire e spegnersi,
e nonostante sfuggivo dai pericoli, ho pianto per questa fine che esiste in tutto.
Mi sono dato agli ideali più grandi, poi li ho rinnegati,
e a loro mi sono ridato ancora senza pudore. Ho sentito vergogna davanti ai ben vestiti,
e colpa mortale per tutti gli umiliati e i poveri, ho visto la gioventù andar via, i denti marcire, mi sono voluto uccidere, per vigliaccheria o vanità,
ho perdonato coloro che mi hanno sfracellato, ho leccato laddove ho sputato,
ho vissuto l' istante inumano, quando scopri di essere, ormai, un altro e non chi avevi sognato, ho disonorato il mio nome così da non lasciare su di me neanche la minima macchia di egoismo - ed era l' egoismo più terribile. Le notti ho pianto, ho capitolato i giorni; lotta incessante con questo demone dentro di me che voleva tutto, gli ho dato i miei atti più coraggiosi, i miei sogni più limpidi
e aveva fame, gli ho dato peccati pesanti, gli ho dato alcol da bere, debiti, umiliazioni
e aveva fame.
Sono sprofondato in facende piccole, ho bisticciato per una posizione da briciole, ho accusato, ho fatto il mio dovere per calcolo e l' altro momento,
senza che nessuno me l' avesse chiesto,
ho tagliato in piccoli pezzetti me stesso e l' ho distribuito ai cani
Adesso siedo nella notte e penso, che ora mai
forse posso scrivere una riga, vera.
Tasos Livaditis
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